Legge regionale 11 febbraio 1985, n. 9.

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Legge regionale 11 febbraio 1985, n. 9.

legge regionale 11 febbraio 1985, n. 9.

Il Consiglio regionale ha approvato. Promulga la seguente legge:. Oltre alle norme nazionali citate al punto 2, occorre tener conto anche delle disposizioni contenute nella parte V del d. Si approva la presente legge. Il Comitato regionale di coordinamento approva un regolamento interno per la propria organizzazione e funzionamento. Il piano, le modifiche e gli aggiornamenti dello stesso sono approvati secondo il procedimento di cui al titolo II della l.

Gli interventi contingibili di cui al comma 2, lettera bsono interventi di natura transitoria che producono effetti nel breve periodo, finalizzati a limitare il rischio dei superamenti dei valori limite e delle soglie di allarme stabilite dalla normativa nazionale, attraverso la riduzione delle emissioni antropiche in atmosfera. A tal fine, le province tengono conto delle eventuali indicazioni formulate dal comitato regionale di coordinamento.

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Sono abrogate le seguenti leggi e disposizioni: a legge regionale 5 maggion. Aggiornato al con n. Indietro Legge regionale 11 febbraion. Spangher, G. Dean, A. Scalfati, G.

Garuti, L. Filippi, L. Manuale pratico delle notificazioni F. Sassano, Maggioli Editore, Il volume affronta, con taglio analitico e pratico, l'istituto della notificazione dopo la recente attivazione Atti e procedure della Polizia municipale E.

Fiore, Maggioli Editore, Il manuale insegna ad individuare le corrette procedure per l'accertamento degli illeciti sia amministrativi Sicurezza sul lavoro. Illeciti e Sanzioni P. Legge regionale 11 febbraion. Hai dimenticato la password? Napoli, 21 gennaionuovo palazzo di giustizia di Napoli ore 11,00 - 13,30 - sala MetaforaSaluti istituzionaliAvv. Il rapporto di lavoro dopo il Jobs Act: un mosaico di discipline.Legge regionale 11 febbraion.

Modifica degli ambiti territoriali delle Unita' Socio-Sanitarie Locali del Comune di Torino e disposizioni per la riorganizzazione dei servizi. Proroga dei termini di cui all'art. Gli ambiti territoriali gia' definiti ai sensi della legge regionale 9 luglion. Teresina ; Torino II, che comprende il territorio delle circoscrizioni 2 San Salvario-Valentino e 22 Cavoretto-Borgo Pocon le modifiche di cui al comma successivo; Torino III, che comprende il territorio delle circoscrizioni 9 Nizza-Millefonti e 10 Lingotto-Mercati Generalicon le modifiche di cui al comma successivo; Torino IV, che comprende il territorio della circoscrizione Mirafiori Sud; Torino V, che comprende il territorio delle circoscrizioni 11 S.

Gli ambiti territoriali delle Unita' Socio-Sanitarie Locali subcomunali di Torino sono contraddistinti con la denominazione Torino seguita dall'aggettivo numerale ordinale. La Regione, fatto salvo l'art. Il provvedimento puo' essere assunto, sentita la Provincia di Torino, con legge da presentare da parte della Giunta Regionale con le procedure di cui all'art.

E' abrogato l'art. Nelle Unita' Socio-Sanitarie Locali di cui all'art. Il Presidente ed il Vice-Presidente del Comitato di gestione vengono eletti nei modi previsti rispettivamente dal IV e V comma dell'art. I componenti dei Comitati di gestione sono eletti dall'Assemblea generale, unica per tutte le Unita' Socio-Sanitarie Locali subcomunali ed identificata nel Consiglio comunale di Torino, con voto distinto e limitato ai due terzi del numero dei componenti fissati, al fine di assicurare la rappresentanza delle minoranze.

L'Assemblea generale, con propria deliberazione, fissa le modalita' per assicurare che di ogni Comitato di gestione delle Unita' Socio-Sanitarie Locali subcomunali facciano parte consiglieri di circoscrizione designati espressamente dai Consigli circoscrizionali. I restanti componenti possono essere scelti anche tra cittadini non appartenenti al Consiglio comunale, che non si trovino nelle condizioni di incompatibilita' stabilite dalla legge 23 aprilen.

I componenti non possono appartenere contemporaneamente a piu' di un Comitato di gestione. L'elezione dei componenti dei Comitati di gestione delle Unita' Socio-Sanitarie Locali subcomunali della Citta' di Torino deve avvenire entro e non oltre quarantacinque giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge.

Tali Comitati hanno la durata prevista dalla legge regionale 21 gennaion. Dopo l'ultimazione delle operazioni di elezione dei Comitati di gestione di ciascuna Unita' Socio-Sanitaria Locale di cui all'articolo precedente, il Sindaco del Comune di Torino trasmette i relativi verbali al Presidente della Giunta Regionale che, entro trenta giorni, con propri decreti, dichiara costituite le relative Unita' Socio-Sanitarie Locali e provvede al trasferimento contestuale, alle stesse, delle funzioni e del personale gia' attribuiti alla Unita' Socio-Sanitaria Locale Torino L'individuazione del personale da assegnare ai servizi, uffici e presidi delle singole Unita' Socio-Sanitarie Locali, costituite ai sensi della presente legge, in base alla pianta organica provvisoria, di cui all'art.

L'Assemblea generale si articola in Commissioni permanenti, da costituirsi con apposito provvedimento, ai sensi dell'art.

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Il predetto Comitato di coordinamento e' presieduto dall'Assessore comunale alla sanita' e assistenza che puo', su delega del Sindaco, presiedere l'Assemblea generale. Ai componenti del Comitato permanente di coordinamento spetta un gettone di presenza pari a quello percepito dai consiglieri per le sedute di assemblea. Il Comitato di coordinamento si avvale di una propria articolata struttura tecnica, disciplinata da apposito regolamento emanato dall'Assemblea generale.

Il suddetto regolamento individua i responsabili tecnici, le rispettive aree di competenza ed il numero degli addetti, fermo restando che tutto il personale addetto alla struttura di cui al comma precedente e' distaccato dalle Unita' Socio-Sanitarie Locali subcomunali. La Regione, in sede di riparto del Fondo sanitario regionale, delibera, in un primo tempo, soltanto la quota da assegnare complessivamente alle 10 Unita' Socio-Sanitarie Locali di Torino e successivamente, a seguito di deliberazione dell'Assemblea generale che stabilisce la suddivisione delle quote alle Unita' Socio-Sanitarie Locali subcomunali, delibera la ripartizione ed il versamento delle singole quote alle Unita' Socio-Sanitarie Locali subcomunali.Legge regionale 18 febbraion.

Sanzioni relative alle normative di cui ai Piani naturalistici e della Riserva naturale speciale del Sacro Monte di Orta e della Riserva naturale della Garzaia di Valenza. Le violazioni al divieto di cui alla lettera a dell'articolo 1 della normativa del Piano naturalistico e Piano di intervento della Riserva naturale speciale del Sacro Monte di Orta, relative al divieto di aprire e coltivare cave di qualsiasi natura, sono soggette alle sanzioni amministrative da un minimo di L.

Le violazioni al divieto di cui alla lettera b dell'articolo 1 della normativa del Piano naturalistico e Piano di intervento della Riserva naturale speciale del Sacro Monte di Orta, relative al divieto di esercitare l'attivita' venatoria, comportano le sanzioni previste dalle vigenti leggi dello Stato e della Regione.

Le violazioni ai divieti di cui all'articolo 1, lettere cdee gdella normativa del Piano naturalistico e Piano di intervento della Riserva naturale speciale del Sacro Monte di Orta, relative ai divieti di: c alterare e modificare le condizioni naturali di vita degli animali; d danneggiare e distruggere i vegetali di ogni specie e tipo, fatte salve le normali attivita' colturali; e abbattere o comunque danneggiare gli alberi che abbiano un particolare valore ambientale, scientifico, urbanistico; g esercitare attivita' ricreative e sportive con mezzi meccanici fuori strada: comportano sanzioni amministrative da un minimo di L.

Le violazioni ai divieti di cui alle lettere f e h dell'articolo 1 della normativa del Piano naturalistico e Piano di intervento della Riserva naturale speciale del Sacro Monte di Orta, relative ai divieti di: f costruire nuove strade e ampliare le esistenti se non in funzione delle finalita' della Riserva; h effettuare interventi di demolizione di edifici esistenti o di costruzione di nuovi edifici o di strutture stabili o temporanee che possano deteriorare le caratteristiche ambientali del luogo; comportano sanzioni amministrative da un minimo di L.

Consiglio Regionale

Le violazioni ai divieti di cui alle lettere af e h dell'articolo 1 della normativa del Piano naturalistico e Piano di intervento della Riserva naturale speciale del Sacro Monte di Orta, comportano, oltre alle sanzioni amministrative previste, l'obbligo del ripristino che dovra' essere realizzato in conformita' alle disposizioni formulate in apposito decreto del Presidente della Giunta Regionale. Le violazioni al divieto di cui alla lettera i dell'articolo 1 della normativa del Piano naturalistico e Piano di intervento della Riserva naturale speciale del Sacro Monte di Orta, relative al divieto di accesso e parcheggio delle auto nell'area del Sacro Monte, comportano sanzioni amministrative da un minimo di L.

Le violazioni ai divieti di cui alla lettere abcfe g dell'articolo 4 della normativa del Piano naturalistico e Piano di intervento della Riserva naturale speciale del Sacro Monte di Orta, relative ai divieti di: a uscire dai percorsi; b raccogliere fiori; c introdurre cani; f transitare con qualunque mezzo, anche non motorizzato; g scrivere sui muri e sulle piante; comportano sanzioni amministrative da un minimo di L.

Le violazioni al divieto di cui alla lettera d dell'articolo 4 della normativa del Piano naturalistico e Piano di intervento della Riserva naturale speciale del Sacro Monte di Orta, relative al divieto di accendere fuochi, comportano le sanzioni amministrative da un minimo di L.

Le violazioni al divieto di cui alla lettera e dell'articolo 4 della normativa del Piano naturalistico e Piano di intervento della Riserva naturale speciale del Sacro Monte di Orta, relative al divieto di gettare rifiuti, comportano le sanzioni di cui al D.

La variazione della destinazione d'uso degli immobili in difformita' da quanto previsto dall'articolo 5 della normativa del Piano naturalistico e Piano di intervento della Riserva naturale speciale del Sacro Monte di Orta, comporta le sanzioni previste dalle vigenti leggi urbanistiche. Le violazioni al divieto di cui alla lettera a dell'articolo 1 della normativa del Piano naturalistico della Riserva naturale della Garzaia di Valenza, relative al divieto di aprire e coltivare cave di qualsiasi natura, sono soggette alle sanzioni amministrative da un minimo di L.

Le violazioni ai divieti di cui alle lettere b e c dell'articolo 1 della normativa del Piano naturalistico della Riserva naturale della Garzaia di Valenza, relative ai divieti di: b esercitare l'attivita' venatoria; c esercitare la pesca; comportano le sanzioni previste dalle vigenti leggi dello Stato e della Regione.

Deliberazione di Consiglio Regionale n° 2451 del 6 febbraio 2002

Le violazioni ai divieti di cui alle lettere def e h dell'articolo 1 della normativa del Piano naturalistico della Riserva naturale della Garzaia di Valenza, relative ai divieti di: d accedere alla Riserva naturale, se non nei seguenti casi e previa autorizzazione del Consiglio Direttivo: 1 nella Riserva naturale orientata per motivi di carattere didattico, tecnico e scientifico e per lo svolgimento delle normali attivita' agricole, secondo le modalita' fissate dal Piano naturalistico; 2 nella Riserva naturale integrale per motivi tecnici o scientifici.

Per l'accesso alle aree comprese nella Riserva naturale sono esonerati dall'autorizzazione i proprietari e gli aventi titolo; e alterare e modificare le condizioni naturali di vita degli animali; f danneggiare o distruggere i vegetali di ogni specie e tipo; h esercitare attivita' ricreative e sportive con mezzi meccanici fuori strada; comportano le sanzioni amministrative da un minimo di L.

Le violazioni ai divieti di cui alle lettere g e i dell'articolo 1 della normativa del Piano naturalistico della Riserva naturale della Garzaia di Valenza, relative ai divieti di: g costruire nuove strade e ampliare le esistenti se non in funzione delle finalita' della Riserva; i costruire nuovi edifici od opere di qualsiasi genere se non in funzione delle finalita' della Riserva; comportano una sanzione amministrativa da un minimo di L. Le violazioni alla limitazione di cui alla lettera l dell'articolo 1 della normativa del Piano naturalistico della Riserva naturale della Garzaia di Valenza, relative al divieto di abbattere alberi, fatta eccezione per il taglio dei pioppi nella Riserva naturale orientata, comportano le sanzioni amministrative da un minimo di L.

Le violazioni ai divieti di cui alla lettera m dell'articolo 1 della normativa del Piano naturalistico della Riserva naturale della Garzaia di Valenza, relative al divieto di introdurre specie animali e vegetali non autoctone, ivi compresi allevamenti di tipo industriale, comportano le sanzioni amministrative da un minimo di L.

Quando la violazione si configuri con lo sfruttamento dei terreni ai fini agricoli, tramite l'introduzione di specie coltivate differenti da quelle attualmente utilizzate, oltre alla sanzione amministrativa, interviene l'obbligo del ripristino da realizzarsi in conformita' alle disposizioni contenute in apposito decreto del Presidente della Giunta Regionale. Le violazioni ai divieti di cui alla lettera n dell'articolo 1 della normativa del Piano naturalistico della Riserva naturale della Garzaia di Valenza, relative al divieto di introdurre cani, comportano la sanzione amministrativa da un minimo di L.

Le violazioni ai divieti di cui alle lettere afgi e l dell'articolo 1 della normativa del Piano naturalistico della Riserva naturale della Garzaia di Valenza, comportano, oltre alle sanzioni amministrative previste, l'obbligo del ripristino da realizzarsi in conformita' alle disposizioni contenute in appositi decreti del Presidente della Giunta Regionale, cosi' come previsto dall'articolo 10, quinto comma, della legge regionale 28 agoston. Le violazioni ai divieti ed agli obblighi di cui all'articolo 5, dalla lettera a alla lettera fdella normativa del Piano naturalistico della Riserva naturale della Garzaia di Valenza, relative ai divieti di: a utilizzare, nei nuovi impianti di pioppo, il clone I ; b utilizzare all'interno della Riserva il materiale dei vivai di pioppi del Clone I ; c effettuare trattamenti antiparassitari contro gli insetti xilofagi per nebulizzazione; e tracciare nuovi canali di drenaggio o approfondire quelli gia' esistenti; f costruire risaie o nuove colture cerealicole; ed all'obbligo di: d usare, per i trattamenti antiparassitari, pompe a bassa pressione, utilizzando i prodotti chimici di cui al Piano naturalistico; comportano le sanzioni amministrative da un minimo di L.

Le violazioni ai divieti di cui alle lettere a e b dell'articolo 6 della normativa del Piano naturalistico della Riserva naturale della Garzaia di Valenza, relative ai divieti di: a dragare i canali, salvo parere favorevole del Comitato tecnico-scientifico regionale; b effettuare interventi di utilizzazione, dissodamento o manomissione nelle boscaglie riparie lungo il Po, salvo il caso di interventi di difesa delle sponde; comportano la sanzione amministrativa da un minimo di L.

Le violazioni al divieto di cui alla lettera c dell'articolo 6 della normativa del Piano naturalistico della Riserva naturale della Garzaia di Valenza, relative al divieto di introdurre bestiame ovino nei pioppeti, comportano la sanzione amministrativa da un minimo di L. Per l'accertamento delle violazioni e l'applicazione delle sanzioni previste dalla presente legge regionale si applicano le norme ed i principi di cui al capo I della legge 24 novembren.

Consiglio regionale del Piemonte.Superficie utile abitabile Su Per superficie utile abitabile si intende la superficie di pavimento degli alloggi misurata al netto di muratura, pilastri, tramezzi, sguinci, vani di porte e finestre, di eventuali scale interne, di logge e di balconi. Superficie non residenziale destinata a servizi ed accessori Snr La superficie non residenziale destinata a servizi ed accessori riguarda:.

Classi di edifici e relative maggiorazioni Gli incrementi afferenti a ciascuno degli elementi considerati si sommano ai fini della determinazione delle classi di edifici. Le classi di edifici e le relative maggiorazioni di costo di cui al comma 2 dell'articolo 66 della legge regionale 6 aprilen. Regione autonoma Valle d'Aosta. Albo notiziario Avvisi demanio idrico Avvisi di incarico Bandi e avvisi Bollettino ufficiale Concorsi Elenchi di operatori economici Espropri Offerte di lavoro.

Amministratori e organi di controllo Assunzioni Incarichi di consulenza e collaborazione Elenco operatori economici e esiti procedure. Avvisi e documenti Albo notiziario Avvisi demanio idrico Avvisi di incarico Bandi e avvisi Bollettino ufficiale Concorsi Elenchi di operatori economici Espropri Offerte di lavoro.Legge regionale 22 luglion.

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Regolamento precedente. Statuto precedente. Link di salto:. Utility: glossario - mappa - Versione Italiana. La Regione, nell'ambito delle funzioni amministrative in materia di usi civici trasferite con DPR 15 gennaion. Sono assoggettate alla disciplina della presente legge le costruzioni realizzate su terreno di uso civico. In relazione alle funzioni amministrative di cui alla presente legge, al Dipartimento per le Foreste e l'Economia Montana spettano:.

legge regionale 11 febbraio 1985, n. 9.

Il Presidente della Giunta regionale, ai sensi della legge 17 aprilen. Le amministrazioni separate dei beni di uso civico regolarmente costituite, hanno titolo ad accedere ai finanziamenti regionali secondo le aliquote previste per gli enti locali. La Giunta regionale, entro sei mesi dall'entrata in vigore della presente legge, predispone e trasmette ai comuni, ove esiste, l'elenco delle terre di uso civico indicando i relativi dati catastali e il provvedimento di riconoscimento, ovvero la richiesta di verifica dell'esistenza di terre di uso civico.

Gli interessati possono prenderne visione e presentare al competente comune le proprie osservazioni entro i successivi trenta giorni. I comuni, sentito il comitato frazionale se costituito, nei successivi sessanta giorni trasmettono alla Giunta regionale ogni notizia sullo stato delle terre di uso civico ricomprese nell'elenco o comunque esistenti nel proprio territorio.

La comunicazione in ordine alle terre non ricomprese nell'elenco vale come richiesta di promuovere il procedimento di verifica delle stesse. I comuni segnalano alla Giunta regionale le occupazioni abusive delle terre o i possessi fondati su titolo illegittimo nello stesso termine di cui al comma 3. Gli inventari sono trasmessi ai comuni per essere affissi nell'albo pretorio ed al Commissariato per la liquidazione degli usi civici con sede in Venezia e sono pubblicati nel Bollettino Ufficiale della Regione.

Per i beni di cui al comma 3 dell'articolo 2 la Giunta regionale trasmette gli elenchi di cui al comma 2 del presente articolo al comitato per l'Amministrazione separata di beni di uso civico di cui all'articolo 26 della legge n. Su proposta dei comuni interessati e, nel caso di cui al comma 8, su proposta dell'amministrazione separata, la Giunta regionale nomina periti esterni con specifica competenza in materia, i cui compensi sono calcolati sulla base delle tariffe professionali.

La Regione concorre nelle spese nella misura massima del settantacinque per cento 4 degli importi ammissibili. La Giunta regionale assegna, con proprio provvedimento, le terre di uso civico alle categorie ab previste dall'articolo 11 della legge n.

I beni di uso civico sono inalienabili, indivisibili, inusucapibili. I beni di uso civico non possono formare oggetto di diritti a favore di terzi, se non nei modi e nei limiti stabiliti dalla presente legge. In relazione a detto riconoscimento, le amministrazioni separate dei beni di uso civico adottano con il voto favorevole dei quattro quinti dei componenti assegnati i seguenti atti: a lo statuto della amministrazione separata, redatto secondo le proprie consuetudini nel rispetto della Costituzione e dell'ordinamento giuridico vigente; b l'elenco dei beni frazionali di uso civico.

leggi regionali a testo vigente

Gli atti di cui al comma 4 sono approvati dalla assemblea dei frazionisti ed inoltrati, con il corredo degli atti e delle deliberazioni, al Presidente della Giunta regionale. La Giunta regionale convalida le autorizzazioni all'alienazione o al mutamento di destinazione di terre di uso civico rilasciate in assenza di assegnazione alla categoria a di cui all'articolo 11 della legge n. Le opere realizzate su terreni di uso civico senza la prescritta autorizzazione al mutamento di destinazione o all'alienazione possono ottenere la sanatoria edilizia di cui alla legge 28 febbraion.

Per i beni di cui all' articolo 2comma 3, la Giunta regionale delibera su richiesta motivata del Comitato per l'amministrazione separata dei beni di uso civico.Modifiche alla legge regionale 10 novembren. Vista la legge regionale 10 novembren. Visto il parere favorevole del Consiglio delle autonomie locali, espresso nella seduta del 16 gennaio ; Considerato quanto segue:. Disposizioni per gli interventi di rigenerazione urbana. Modifiche alla l. BURT 04 del 15 febbraio Le disposizioni di cui al presente capo non si applicano: a alle residenze rurali abbandonate per le quali sia stata rilasciata la sanatoria edilizia straordinaria di cui alla legge 28 febbraion.

Il titolo abilitativo contiene la documentazione attestante i livelli di risparmio energetico o il raggiungimento del livello minimo di sicurezza da conseguire. La Giunta regionale, sulla base dei dati trasmessi dai comuni, invia annualmente una relazione informativa alla competente commissione consiliare.

Articoli correlati Toscana: differenza tra ristrutturazione edilizia conservativa e ricostruttiva. Toscana, normate le opere prive di rilevanza edilizia. Send this to a friend. Send Cancel. Questo sito utilizza cookie propri e di siti terzi che raccolgono dati di profilazione.Legge 28 febbraion.

Sanzioni amministrative e penali. Fino all'emanazione delle norme regionali si applicano le norme della presente legge. Sono in ogni caso fatte salve le competenze delle regioni a statuto speciale e delle province autonome di Trento e di Bolzano. Ritardato od omesso versamento del contributo afferente alla concessione abrogato dall'articolo del d.

Opere di amministrazioni statali abrogato dall'articolo del d. Determinazione delle variazioni essenziali abrogato dall'articolo del d. Interventi di ristrutturazione edilizia abrogato dall'articolo del d. Opere eseguite senza autorizzazione omissis abrogato dall'articolo del d. Annullamento della concessione abrogato dall'articolo del d. Varianti in corso d'opera abrogato dall'articolo del d.

Riscossione abrogato dall'articolo del d. Lottizzazione abrogato dall'articolo del d. Confisca dei terreni abrogato dall'articolo del d. Sanzioni penali abrogato dall'articolo del d.

Sanzioni a carico dei notai abrogato dall'articolo del d. Norme relative all'azione penale abrogato dall'articolo del d.

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Controlli periodici mediante rilevamenti aerofotogrammetrici. Le regioni stabiliscono, con proprie leggi. Lo Stato contribuisce ad integrare i fabbisogni finanziari per l'applicazione delle disposizioni del presente articolo con quota parte degli introiti di competenza statale di cui al capo IV. I comuni sono comunque tenuti a trasmettere alla regione, entro sessanta giorni, copia degli strumenti attuativi di cui al presente articolo.

Sulle eventuali osservazioni della regione i comuni devono esprimersi con motivazioni puntuali. Semplificazione delle procedure.

Le regioni entro centottanta giorni dalla entrata in vigore della presente legge emanano norme che:. Trascorsi tali termini i provvedimenti di cui al precedente comma si intendono approvati.

Le varianti agli strumenti urbanistici non sono soggette alla preventiva autorizzazione della regione. Opere interne abrogato dall'articolo del d.

Demolizione di opere abrogato dall'articolo del d.

legge regionale 11 febbraio 1985, n. 9.

Varianti agli strumenti urbanistici e poteri normativi delle regioni. Le varianti devono tener conto dei seguenti principi fondamentali:.


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